CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE

 

di SAN MARTINO in ZOPPOLA

 
Premessa

Siamo consapevoli che la Chiesa è il popolo di Dio, radunato nel vincolo di comunione della Trinità e chiamato a continuare la missione di salvezza di Gesù Cristo nella storia.

Gli organismi ecclesiali, dunque, vanno intesi come una forma storica di par­tecipazione e di corresponsabilità.

Il loro autentico significato è comprensibile solo in una rinnovata coscienza di Chiesa.

Nella struttura della comunità cristiana la ricchezza dello Spirito si rende visibile in compiti diversificati e stabili, a partire da quel­lo del pastore che guida la comunità.

La diversità non elimina l'uguale dignità, fondata sul Battesimo.

Tutti i battezzati sono chiamati alla santità e a portare il proprio contributo all'opera della salvezza.

Per vivere in maniera coerente e rinnovare il dono della comunione, ogni domenica la Chiesa celebra l'Eucaristia. In essa ogni comunità cristiana accoglie la Parola di Dio e il Pane della Vita, manifesta la sua identità e rafforza l'impegno per una coraggiosa missione evangelizzatrice.

Gli organismi di partecipazione sono chiamati ad esprimere, sostenere e promuovere questo dinamismo di comunione.

A tal fine è importante che il Consiglio Pastorale Parrocchiale rifletta, approfondisca e preghi per crescere nell'ascolto della Parola di Dio e delle parole degli uomini. Uno sforzo continuo di con­versione, nella mentalità e negli atteggiamenti, da parte di tutti i suoi membri, qualifica l'attività consultiva del Consiglio.

Non è semplice arrivare ad indicazioni unitarie quando c'è pluralità di modi di vedere. Il consenso andrà dunque cercato senza fretta, attraverso il confronto rispettoso e paziente, e ricordando che la preghiera consente una comunione più profonda.

 

STATUTO

Art. 1 Costituzione

Nella Parrocchia di San Martino Vescovo in Zoppola, nel mese di novembre 2001, è costituito il Con­siglio Pastorale Parrocchiale, come organismo di comunione e di corresponsabilità, a servizio della comunità parrocchiale, per la crescita della Chiesa e la sua missione nel mondo.

E’ formato da cristiani che si impegnano a vivere l'adesione di fede a Gesù Cristo, ad ispirare le loro scelte al Vangelo e a parte­cipare alla vita ecclesiale.

 

Art. 2 Funzione

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha funzione consultiva.

Le sue proposte devono essere frutto di un discernimento compiuto insieme, sotto la guida dello Spirito; e se espresse a larga maggioranza, sono pastoralmente impegnative.

 

Art. 3 Compiti

I compiti del Consiglio Pastorale Parrocchiale sono:

a) conoscere e analizzare la realtà della Parrocchia e del territo­rio;

b) promuovere, sostenere, coordinare e verificare tutta l'azione pastorale della Parrocchia, in armonia con il Piano Pastorale Diocesano e le indicazioni della Forania, tenendo conto del­l'Unità Pastorale di Zoppola comprendente tutte le Parrocchie del territorio comunale (Zoppola capoluogo; Castions; Cusano-Poincicco; Orcenico Inferiore; Orcenico Superiore; Murlis);

c) favorire la comunione di associazioni, movimenti e gruppi parrocchiali e non tra loro e con tutta la comunità;

d) indicare al Consiglio per gli Affari Economici della Parroc­chia le esigenze pastorali che comportano un impegno econo­mico.

 

Art. 4 Composizione

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è composto da:

a) il parroco;

b) i membri eletti come rappresentanti dell’ Azione Cattolica Adulti - Giovani – Ragazzi; del Gruppo Caritas parrocchiale; del Gruppo Catechisti; del Gruppo Lettori; del Ministero dell’Eucaristia e Servizio liturgico; del Consiglio Scuola Materna; del Consiglio dell’Asilo Mignon; del Consiglio Affari Economici; della Corale Santa Cecilia; del Coro parrocchiale di Zoppola; del Coro parrocchiale di Ovoledo; del Gruppo Giovani dell’Oratorio; del Gruppo Sportivo parrocchiale; del Circolo Sportivo Ricreativo di Ovoledo; del Comitato San Valentino; del Gruppo Servizi attività Oratorio

c) membri eletti dalla comunità: uomini e donne della zone pastorali che abbiano i requisiti richiesti per questo ruolo;

d) membri nominati dal parroco per le loro particolari compe­tenze;

e) membri cooptati dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, senza diritto di voto.

I membri eletti, nominati o cooptati decadono dal loro incarico rispettivo nel caso di assenza ingiustificata per tre sedute conse­cutive del C.P.P.. Il posto degli eletti decaduti viene assunto dal primo dei non eletti che abbia riportato voti nella stessa lista.

 

Art. 5 Numero dei membri

Il numero dei membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale deve facilitare l'operatività delle riunioni consigliari e salvaguardare il criterio della rappresentatività delle varie componenti della comunità parrocchiale.

Perciò i membri eletti dai grup­pi siano n. 18; membri eletti dalla comunità siano n. 8; membri eletti dal parroco siano n. 4 ; sedetti membri saranno suddivisi per ministeri e ambiti pastorali (commissioni di lavoro).

Art. 6 Elezione

Nell'elezione del Consiglio è coinvolta tutta la comunità parroc­chiale. Possono eleggere ed essere eletti come membri del Con­siglio Pastorale Parrocchiale coloro che, battezzati, abbiano compiuto i 18 anni e siano domiciliati in Parrocchia o operanti stabilmente in essa.

Art. 7 Organi

Sono Organi del Consiglio:

a) il Presidente, che per diritto è il Presbitero titolare della Par­rocchia;

b) il Vicepresidente, eletto tra i membri laici del Consiglio;

c) il Consiglio di Presidenza, costituito dal Presidente, dal Vice­presidente e da altri membri eletti dal Consiglio in numero di 3;

d) Commissioni di lavoro, che possono essere costituite in forma permanente o temporanea dal Consiglio in rapporto alle atti­vità del Consiglio stesso.

 

Art. 8 Attività

Il C.P.P. si riunisce 3 volte all'anno in seduta ordinaria e ogni­qualvolta se ne ravvisi l'opportunità a giudizio del parroco o su richiesta di un terzo dei suoi membri.

 

Art. 9 Durata

La durata del Consiglio è determinata in 5 anni. Voce autorevo­le della Parrocchia, il Consiglio non decade con la cessazione del parroco dal suo ufficio.

È sciolto, invece, all'inizio del ministero del nuovo parroco.

 

 

 

REGOLAMENTO

 

Art. 1 Seduta

La convocazione del Consiglio Pastorale Parrocchiale e l'ordine del giorno della seduta saranno comunicati dal Presidente ai Consiglieri almeno con una settimana di anticipo.

La riunione è validamente costituita con la presenza della mag­gioranza dei membri del Consiglio.

All'inizio di ogni seduta, dopo un momento di preghiera e di ascolto della Parola di Dio, si dà lettura del verbale della riunio­ne precedente, per la necessaria approvazione.

I pareri del Consiglio sui punti all'ordine del giorno hanno carat­tere impegnativo qualora, messi ai voti, ottengano il consenso della maggioranza assoluta dei presenti.

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale individua i mezzi più adatti per comunicare puntualmente alla comunità gli argomenti tratta­ti e le decisioni prese.

 

Art. 2 Commissioni

Le Commissioni del C.P.P. sono costituite in forma permanente, cioè per la durata del Consiglio.

È compito del C.P.P. definire i contenuti e gli ambiti di compe­tenza delle Commissioni.

Queste hanno lo scopo di approfondire la conoscenza di particolari problemi e di presentare al Consiglio gli elementi utili per una valutazione e per una decisione in meri­to.

Dette Commissioni possono assumere, con il consenso del Parroco, anche un ruolo operativo per determinate iniziative ine­renti la loro competenza.

 

Art. 3 Rapporti con altri Consigli Pastorali e con la Forania

a) Il C.P.P. opera in sintonia con il Piano Pastorale Diocesano e con l'Assemblea generale della Forania, alla cui composizione esso concorre eleggendo due propri rappresentanti laici, superando la nostra Parrocchia i duemila abitanti (cfr. Statuto delle Foranie, art. 6 . c ).

b) Il C.P.P. si adopera a trovare momenti e forme di collabora­zione con i Consigli delle altre comunità parrocchiali del territorio, con particolare riferimento a quelle della propria Unità pastorale di Zoppola.

CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE

2006/2011

MEMBRI DI DIRITTO in quanto rappresentanti Gruppo Parrocchiale (art. 4 Statuto C.P.P.)

Gr. Catechisti

Federico Piccinin

Caritas Parrocchiale

Orlando Lenti / Nerina Klinec

Consiglio Affari Economici

Giovanni Biancolin

Azione Cattolica

Presidente: Gabriella Burel, 1 rappr. del settore adulti,

uno dei giovani e uno dell'ACR

Gr. Missioni

Matteo Candido

Gruppo Canto Parrocchiale

Angiola Del Pozzo in Candido

Corale S. Cecilia

Angelo Borean

Coro di Ovoledo

Sara Zilli

Gruppo G. S. Oratorio

Gerry Querin

Ministri Straordinari Comunione

Liviana Brunetta

Gruppo Lettori

Silvia Burel

Circolo Culturale di Ovoledo

Fausto Zilli

    
                       MEMBRI NOMINATI

PAOLO MIOR

GAUDENZIO BENEDET

SANDRO CANTON

PIERO BOMBEN

ALDO FURLAN

LUDOVICA PANCIERA

MARINA PIVA

DAVIDE MANCINO

VITTORINO PIGHIN

RITA BUREL

GRAZIANO BOMBEN

ANDREA  BARBARO
MARCO FAITA
GIANCARLO  AVA
MARCO  DE ROSA
MONICA  SACILOTTO
MARIANNA  LENARDUZZI
ROBERTO MUSSIO


 

CONSIGLIO per gli Affari Economici della Chiesa

 

di SAN MARTINO in ZOPPOLA

Sono stati nominati dalla popolazione ed hanno ottenuto l'approvazione/nomina di Mons. Vescovo i signori:

•  Benedet Gaudenzio
•  Biancolin Giovanni
•  Brussa Edoardo
•  Da Ros Guglielmo
•  Favretti Oriana
•  Lenarduzzi Fiorino

 

STATUTO

Premessa

La Chiesa, fondata dal Signore Gesù, è costituita da un ele­mento umano e da un elemento divino. È organismo visibile e sociale, che lo Spirito vivifica e fa crescere (cfr LG 8). Essa si serve delle cose temporali nella misura richiesta dalla propria missione (cfr GS 76). Usando le risorse economiche necessarie la Chiesa non può contraddire l'imperativo evangelico della povertà, che vale non soltanto per i singoli fedeli, ma anche per la realtà istituzionale e per le modalità d'azione della Chiesa stessa. La rinuncia a mezzi e risorse imponenti è manifestazione e garanzia di totale fiducia nello Spirito del Risorto ed è segno e condizione di credibilità dell'opera evangelizzatrice. La subor­dinazione costitutiva dell'uso dei beni temporali alle caratteri­stiche e alle esigenze della missione è molto importante.

Rimane però il fatto che la Chiesa, proprio per svolgere la sua missione evangelizzatrice ha bisogno di mezzi e di risorse. Non si potrebbe altrimenti sostenere le molteplici attività pastorali né dare risposta alle crescenti esigenze della carità. Da queste con­statazioni nasce il diritto, che è espressione della libertà religio­sa dovuta ad ogni confessione, di acquistare e di possedere beni adeguati. E contemporaneamente nascono l'esigenza di una costante educazione dei fedeli a "sovvenire alle necessità della Chiesa " e il dovere di dare testimonianza sempre più trasparen­te nella gestione dei beni economici.

Il Consiglio per gli Affari Economici è l'organismo che nelle comunità parrocchiali è chiamato ad esercitare la partecipazio­ne e la corresponsabilità sia nel reperimento delle risorse neces­sarie, sia nell'amministrazione delle stesse. Il C.P.AS. ha il compito di aiutare le molteplici iniziative di bene a svilupparsi in modo ordinato, coniugando l'audacia della carità con la compe­tenza e la prudenza necessarie, favorendo un autentico spirito di famiglia nella comunità cristiana.

 

STATUTO

Art. 1 Natura

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, richiesto dal Codice di Diritto canonico (canoni 537 e 1280) è l'organo di amministrazione dei beni e delle disponibilità della Parrocchia, nel rispetto delle norme del diritto universale e particolare e del presente Statuto, ed è presieduto dal Parroco (cfr. canoni 225, 228).

 

Art. 2 Fini

Il C.P.A.E. ha i seguenti fini:

•  amministrare i beni della Parrocchia e le disponibilità econo­miche assicurate dalle offerte volontarie fatte dai fedeli duran­te lo svolgimento del ministero pastorale e versate doverosamente nella cassa parrocchiale (cfr. canoni 531, 551 e 1267) al fine di provvedere al sostentamento ed alle spese relativi agli Operatori pastorali della Parrocchia, e di assicurare i mezzi economici necessari alla varie attività pastorali programmate dalla Comunità;
•  esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione che di fatto modificano lo stato patrimoniale della Parrocchia e/o ne aggravano le responsabilità economiche, atti da sotto porre poi all'approvazione del Vescovo per la loro validità, e per i quali vanno osservate le disposizioni canoniche (cfr. Canone 1281 e il decreto vescovile 4.4.1987) e civili;
•  predisporre annualmente il bilancio economico preventivo del­la Parrocchia, elencando le voci di entrata e di spese prevedibi­li per i vari bisogni della Parrocchia (attività pastorali, caritative, onesto sostentamento del Clero ecc.) e individuandone i relativi mezzi di copertura economica;
•  vigilare sulla regolare tenuta dei registri contabili, della cassa parrocchiale e approvare alla fine di ciascun esercizio, previo esame dei libri contabili stessi e della relativa documentazione, il rendiconto consuntivo da presentare all'Ufficio Ammi­nistrativo Diocesano, entro il 31 marzo di ogni anno;
•  curare la conservazione e manutenzione degli edifici, attrezza­ture, mobili, arredi e di quanto appartiene alla Parrocchia, usan­do particolare cura e premura per il patrimonio artistico e storico (a tale scopo deve essere redatto e annualmente aggiornato lo stato patrimoniale e l'inventario, comprendente pure tutti i beni mobili della Parrocchia), il deposito di relativi atti e documenti presso la Curia diocesana (cfr. canoni 1283 § 2, 3; 1284 § 2 e 9) e l'ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali;
•  studiare i modi e proporre iniziative per sensibilizzare la Comunità al dovere di contribuire alle varie necessità della Parrocchia, della Chiesa diocesana e della Chiesa universale (cfr. canoni 222, 1260 e 1261).

 

Art. 3 Composizione

Il C.P.A.E. è composto dal Parroco, che di diritto ne è il Presi­dente, da quattro o sei membri, desi­gnati dal Parroco stesso dopo aver sentito il Consiglio Pastorale Parrocchiale ed eventuali persone prudenti della Parrocchia (cfr. can. 228).

Tra i membri designati dovrà essere indicata la persona quale incaricato parrocchiale per la promozione del sostegno economi­co alla Chiesa (come voluto dalla C.E.I. nella XLV Assemblea Generale)

Tali Consiglieri designati, di sicura moralità, attivamente inseriti nella vita parrocchiale, capaci di valutare le scelte economiche con spirito ecclesiale, ed esperti, per quanto è possibile, in dirit­to ed in economia, devono essere confermati dal Vescovo dioce­sano con suo decreto, almeno 15 giorni prima del loro insedia­mento.

I membri del C.P.A.E. durano in carica cinque anni ed il loro mandato può essere rinnovato. Per la durata del loro mandato, i Consiglieri non possono essere revocati, se non per gravi e docu­mentati motivi riconosciuti a giudizio insindacabile dell'Ordina­rio Diocesano.

Con la vacanza della Parrocchia il C.P.A.E. rimane in carica fino alla nomina del nuovo Parroco per gli atti di normale amministrazione. I Consiglieri prestano il loro servizio gratuita­mente e con senso di piena responsabilità, agendo solo e sempre nell'esclusivo interesse della Comunità parrocchiale e delle sue finalità pastorali (cfr. canoni 1281 e 1286).

 

Art. 4 Incompatibilità

Non possono essere nominati membri del C.P.A.E. i congiunti del Parroco fino al quarto grado di consanguineità o di affinità, e quanti hanno in atto rapporti economici con la Parrocchia (cfr. can. 492 § 3).

È opportuno che non faccia parte del Consiglio chi ricopre cari­che nelle Istituzioni e nelle Amministrazioni Pubbliche.

 

Art. 5 Presidente

Spetta al Presidente:

a) la convocazione e la presidenza del C.P.A.E.;

b) la fissazione dell'ordine del giorno di ciascuna riunione;

c) la presidenza delle singole riunioni;

d) la designazione del Segretario, dopo aver consultato il Con­siglio Pastorale Parrocchiale.

 

Art. 6 Poteri del Consiglio

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici ha funzione consultiva e non deliberativa. In esso tuttavia si esprime la col­laborazione responsabile dei fedeli nella gestione amministrativa della Parrocchia in conformità al canone 212, § 3. Il Parroco ne ricercherà e ne ascolterà attentamente il parere, non se ne discos terà se non per gravi motivi e ne userà ordinariamente come vali­do strumento per l'amministrazione della Parrocchia.

Ferma resta, in ogni caso, la legale rappresentanza della Parroc­chia che in tutti i negozi giuridici spetta al Parroco, il quale è amministratore di tutti i beni parrocchiali a norma del Canone 532.

 

 

 

Art. 7 Riunioni del Consiglio

Il C.P.A.E. si riunisce almeno tre volte l'anno, nonché ogni volta che il Parroco lo ritenga opportuno, o che ne sia fatta a quest'ul­timo richiesta da almeno due membri del Consiglio.

Alle riunioni del C.P.A.E. potranno partecipare, ove necessario, su invito del Presidente, anche altre persone in qualità di esperti. Ogni consigliere ha facoltà di far mettere a verbale tutte le osser­vazioni che ritiene opportuno fare.

 

Art. 8 Vacanza dei seggi del Consiglio

Nei casi di morte, di dimissione (si intende dimissionario anche il consigliere che manchi a tre sedute consecutive senza giustifi­cazione), di revoca o di permanente invalidità di uno o più mem­bri del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, il Parro­co provvede entro quindici giorni a designare i sostituti con le modalità di cui all'art. 3.

I Consiglieri così nominati rimangono in carica fino alla scaden­za del mandato del Consiglio stesso e possono essere confermati alla successiva scadenza.

 

Art. 9 Esercizio

L'esercizio finanziario della Parrocchia va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ciascun esercizio, e comun­que entro il 31 marzo successivo, il bilancio consuntivo (e quel­lo preventivo per l'anno successivo), debitamente approvato/i dai membri del Consiglio, saranno sottoposti dal Parroco al Vescovo, tramite l'Ufficio Amministrativo Diocesano, per la verifica e l'approvazione del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici (cfr. can. 1287 § 1).

 

Art. 10 Informazioni alla comunità parrocchiale

Il C.P.A.E. presenta annualmente al Consiglio Pastorale Parroc­chiale e alla Comunità parrocchiale il rendiconto sulla utilizza­zione delle rendite dei beni parrocchiali e delle offerte ricevute dai fedeli (cfr. can. 1287 § 2) e propone anche le opportune ini­ziative per l'incremento delle risorse necessarie per la realizza­zione delle attività pastorali e per il sostentamento degli Opera­tori pastorali della parrocchia.

 

Art. 11 Validità delle sedute e verbali

Per la validità delle riunioni del Consiglio è necessaria la presen­za della maggioranza assoluta dei Consiglieri. I verbali del Consi­glio, redatti su apposito registro, devono portare la sottoscrizione del Parroco e del Segretario del Consiglio stesso e devono essere approvati nella seduta successiva e conservati nell'Ufficio o Archivio parrocchiale, e sono soggetti alla visita canonica a norma del Codice di Diritto Canonico (cfr. canoni 555 § 4; 1276 e 1287).

 

Art. 12 Depositi vari

I depositi in denaro, i conti correnti bancari e postali, le azioni, i titoli di credito di proprietà della Parrocchia devono essere sem­pre e solamente intestati a: "Parrocchia di San Martino Vescovo, rappresentata dal Parroco pro tempore Buso rev. Antonio”

I capitali di operazioni riguardanti il patrimonio della Parrocchia devono essere depositati presso l'Ufficio Amministrativo Dioce­sano, che ne curerà la custodia e l'amministrazione.

 

Art. 13 Rinvio alle norme generali

Per tutto quanto non contemplato nel presente statuto/regola­mento, si applicheranno le norme del Diritto Canonico, del Dirit­to particolare e del Diritto Civile.