DON TARCISIO 


Ricordiamo Don Tarcisio


"Non ho discorsi da fare o suggerimenti da dare, ma solo umili confessioni da esporre in piena facoltà delle mie condizioni fisiche, pscichiche, spirituali, morali e sociali e soprattutto sacerdotali... So di dover morire, ma non nascondo la mia debolezza e la mia paura ad affrontare un simile passo: solo la Fede mi sostiene! Perciò intendo morire nella Fede Cattolica, Apostolica, nella quale ho sempre creduto, anche se non sempre la mia vita è stata coerente: da qui il mio profondo dolore e l'umile richiesta di perdono a Dio e agli uomini...
Il perdono lo chiedo sotto forma di considerazione che nessuno di noi è perfetto, ma solo 'il Padre dei Cieli? che è anche il Padre nostro.
"Io sono con voi... non temete: io ho vinto il mondo... e vado a prepararvi un posto perchè voglio che dove sono Io siate anche voi".
Non ho altro da chiedere al Maestro nè agli uomini, ma solo ringraziare, salutare e sperare. Il mio saluto è un arrivederci."

Queste frasi sono state estrapolate dal Testamento spirituale che don TARCISIO CRISTANTE ci ha lasciato.

 

Don Tarcisio è nato a Cordovado il 30 gennaio 1927, fu ordinato sacerdote il 1 luglio 1956; i suoi incarichi pastorali:Vicario parrocchiale a San Giovanni di Polcenigo; Cappellano emigranti in Francia; Parroco di Corva; Cappellano Ospedale di Pordenone; Parroco di Murlis; Cappellano casa di Riposo di Castions di Zoppola ed infine Vicario parrocchiale di Zoppola. Ottenne pure il titolo onorifico di Arciprete ad personam.

Noi lo ricordiamo qui in Zoppola come prete di chiari principi morali; uomo di fede nella chiesa cattolica e apostolica; sempre disponibile per ogni celebrazione sia in Parrocchia che in Forania; sempre pronto per l'esercizio del sacramento della Confessione; uomo di preghiera, con il sorriso nelle labbra e la disponibilità al dialogo con ogni persona.
La nostra comunità di Zoppola ha usufruito del suo servizio sacerdotale solo per circa due anni: tempo però sufficiente per farci apprezzare le sue doti di sacerdote zelante e di uomo con il quale si stava 'bene in compagnia'.