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Per opera di Matteo Candido è uscita in questi
giorni la biografia di Mons. Amadio Maurizio, parroco di Zoppola per
un cinquantennio.
L'autore, basandosi su scritti
lasciati dallo scomparso, e su ricordi suoi e di altri parrocchiani
nonché dei vari sacerdoti che l'hanno frequentato, ha cercato di mettere
il luce soprattutto l'animo e il carattere di monsignore come traspaiono
dal suo lungo apostolato in varie sedi della diocesi in un periodo fra
i più tormentati del nostro tempo.
Nato ad inizio secolo a S. Giorgio al Tagliamento(VE), in una famiglia
benestante, ebbe un curriculum studi accidentato e interrotto varie
volte a causa del primo conflitto mondiale e dei fatti luttuosi di Portogruaro
che determinarono nel 1919 il trasferimento del seminario e della Curia
vescovile da Portogruaro a Pordenone.
Sotto il forte ascendente dello zio mons. Pietro Guarnerini, parroco
di Savorgnano (S. Vito al Tagliamento), e del fratello Eugenio, ginecologo
di fama mondiale, membro della commissione pontificia che preparò l'enciclica
"Humanae vitae" di Paolo VI, frequentò l'università gregoriana
a Roma riportandovi la licenza in teologia.
Su mandato diretto della Curia iniziò il suo apostolato sacerdotale
a Corbolone, a Sesto al Reghera e a Meduna di Livenza, dove si scontrò
con il regime fascista riportandone l'esilio per tre mesi in Basilicata,
da cui ne uscì per l'intervento diretto del Vaticano e di Mussolini.
La maggior parte del suo ministero lo passò a Polcenigo e a Zoppola.
Nella zona del Gorgazzo ebbe a patire con la sua popolazione gli orrori
della guerra e della guerriglia spietata fra repubblichini e partigiani.
Ma in quel di Zoppola realizzò il suo mondo.
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Per cinquant'anni fu l'anima e lo stimolo
del paese.
Talvolta cocciuto ma sempre paterno, non lasciò mai mancare la sua presenza
alle famiglie, incontrando tutti, specie gli ammalati, soprattutto
quelli ricoverati negli ospedali, che raggiungeva servendosi della sua inseparabile
bicicletta.
Fine cultore della liturgia e amante dell'arte e del progresso, non
c'era aspetto del paese che non lo interessasse e spesso nelle sue prediche
risuonava la dimensione umana e civile del vivere cristiano.
Attento con i sacerdoti del luogo ai momenti difficile della Ceramica
Scala di Orcenico (Zoppola),, fu determinante in tanti frangenti difficili,
anche nei rapporti con l'Amministrazione comunale.
Pure il suo collegamento con gli emigranti fu continuo ed affettuoso
e grandemente ricambiato.
A Zoppola realizzò tanto e molti sono i luoghi che risuonano della sua
presenza.
Per cui all'autore è sembrato logico proporre all’attuale Sindaco Cazzol
Renzo che ad Amadio Maurizio, a lui che a tutt’oggi è il sacerdote che
si fermò più a lungo nella parrocchia di Zoppola, venga dedicata una
via o una piazza, quella magari antistante alla chiesa parrocchiale,
dove è collocato il pozzo regalato da mons. Amadio .
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